giu
05
2008

L’ascolto visibile

Uno degli elementi che rendono speciale l’esperienza di una visita a Palazzo Strozzi è l’attenzione rivolta al “ascolto visibile”, ovvero al riconoscimento che la cultura è l’espressione di tante voci, e all’importanza di renderne visibile la molteplicità. Questo approccio traspare dovunque, dalla segnaletica ai diplay video nel cortile, alla speciale tipologia di didascalie utilizzata nell’esposizione. Nella mostra Cezanne a Firenze, l’“ascolto visibile” si è manifestato con la presenza dei commenti di due giovani bambine, l’undicenne Anna H. e la tredicenne Emily W. Their, che presentavano dal loro sorprendente, fresco e inatteso punto di vista, i capolavori di Cezanne.
Con la mostra ControModa sono state le didascalie luminose scorrevoli realizzate da sei tra i più famosi critici d’arte (tra cui Suzy Menkes, Holly Brubach e Franca Sozzani) a rendere visibile l’ascolto delle loro autorevoli e competenti voci.
In entrambe i casi Palazzo Strozzi dimostra la sua volontà e il suo impegno di proporre prospettive di osservazione diverse all’interno delle mostre.

La Dinastia Tang rappresenta il Rinascimento Cinese e gli oggetti presentati nella mostra Cina. Alla Corte degli Imperatori “appartengono” a un cinese proprio come il David di Michelangelo “appartiene” a un italiano. Per un cinese, i Buddha e i Boddhisattva non sono esotici, fanno parte della normalità. In questa mostra l’ascolto visibile è espresso con le speciali didascalie “Attraverso Occhi Cinesi” che riportano il commento di persone cinesi sui “loro” oggetti, offrendo spesso un punto di vista del tutto nuovo. Oltre a queste speciali didascalie, tutti i titoli della mostra e i principali testi sono disponibili anche in cinese, nella versione calligrafica di un maestro, Gu Xiangyang – il Presidente della Associazione Cinese dei Calligrafi.

A Palazzo Strozzi si sentono anche le voci dei bambini, e ogni mostra viene realizzata per offrire una vasta gamma di attività per tutta la famiglia. La mostra utilizza delle particolari didascalie, pensate espressamente per le famiglie al fine di stimolare la curiosità dei bambini, e propone un piccolo volume, dal titolo “Scoperte: draghi, mostri e altre strane creature” (James M. Bradburne) che prende spunto dalle didascalie (disponibile in italiano e in inglese) con l’obiettivo di arricchire l’esplorazione dell’arte e della cultura cinese da parte di tutta la famiglia.

Anche il Caffè di Palazzo Strozzi partecipa all’evento e, nel mese di aprile, ospiterà per una settimana uno chef cinese di Xi’an che preparerà un’ampia varietà di “Jiaozi”, una elaborata varietà locale di ravioli cinesi.
Oltre all’enfasi posta sulla prospettiva cinese e sulla lingua cinese, alla mostra si accompagnano una serie di pubblicazioni (in italiano, inglese e cinese) a celebrazione della cultura e della tradizione cinese in Toscana. Uno dei volumi si intitola “Incontri. Cinesi a Firenze dagli anni Trenta” (interviste a cura di Maurizio Bossi ed Enrico Sartoni)” e documenta l’esperienza dei primi cinesi venuti in Toscana nel XX secolo. Avvalendosi di una serie di interviste realizzate dal Gabinetto Vieusseux, il volume prende in considerazione le modalità in cui i cinesi hanno incontrato la cultura italiana rendendola propria.
Un altro volume guarda alle “Corrispondenze: sete, ceramiche, cibo tra Cina e Toscana” (Aurora Fiorentini e Rodolfo Bargelli)” tra la cultura materica cinese e la nostra, andando a parlare dei prodotti comuni alle due culture: seta e tessuti, porcellana, terracotta e cibo di strada. Pieno di indicazioni e informazioni su musei e luoghi di interesse a Firenze e dintorni, il libro serve da guida nella storia ricca di collegamenti tra Cina e Toscana.
Nella terza pubblicazione si parla di come vediamo i cinesi, e di come i cinesi vedono noi. In questo volume, che si intitola “Riflessioni : sembrano tutti uguali” (James M. Bradburne con la collaborazione di Liu Shuilan, Arda van Dam, Jonathan Grundy e Lorenzo Foffani di Saatchi & Saatchi)”, vengono messe a confronto le osservazioni di persone cinesi, sui loro capolavori in esposizione e su una selezione di capolavori di nostri maestri presenti nei musei fiorentini, con i commenti di un osservatore occidentale sulle stesse opere. Il confronto è spesso stupefacente, e mostra chiaramente che la natura “esotica” di un oggetto non è intrinseca, ma un punto di vista.
Infine, sarà realizzato anche un piccolo “passaporto”, in italiano, cinese e inglese, con l’intento di sensibilizzare i visitatori di Firenze agli eventi, alle attività e alle collezioni connesse alla mostra a Palazzo Strozzi. Per ogni visita, che si tratti di un museo o di altro luogo di interesse, sarà possibile far apporre un timbro sul passaporto, 10 timbri danno diritto ad una riduzione sul biglietto di ammissione alla mostra! Visto che il passaporto sarà anche in cinese, l’Ambasciata Italiana di Pechino ha convenuto di darne una copia ad ogni cittadino cinese che riceverà un visto per l’Italia nel 2008.
La mostra e il suo messaggio di tolleranza e di scambio culturale oltrepassano le alte mura di Palazzo Strozzi.
Durante il mese di marzo 2008 tutte le confezioni di latte Mukki hanno riportato una breve introduzione alla lingua cinese e daranno diritto ad una riduzione sul biglietto della mostra.

Possiamo senz’altro affermare che la mostra sull’arte della Dinastia Tang a Palazzo Strozzi rispetta la promessa di accompagnare i visitatori nella esplorazione “ad occhi aperti” dei tanti collegamenti tra la cultura cinese e la nostra.

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